“Ciao amico mio, mi mancherai molto. Mi sento onorato del fatto che Dio ti abbia introdotto nella mia vita e per aver avuto la possibilità di trascorrere incredibili momenti con te, per questo gli sono riconoscente. Non dimenticherò mai il modo in cui mi hai guardato quando ti incontrai la prima volta, l’amore così genuino in quegli occhi dolci. È davvero difficile trovare parole per esprimere cosa rappresenti per me. Il tuo modo di pronunciare il mio nome, i tuoi piccoli sorrisi alle telecamere come fossi una superstar e l’amore che ho provato quando ero al tuo fianco. Il tuo coraggio e la tua audacia continueranno ad essere per me una fonte di ispirazione per il resto della mia vita. Non puoi capire quanto mi hai cambiato come persona. Ora sei tra le braccia di Dio e io ti porterò per sempre nel mio cuore.
Dormi beato piccolino. Mio migliore amico”
Il 7 luglio 2017 volava via il piccolo Bradley Lowery, il bambino di 5 anni malato di neuroblastoma, la cui lotta per sconfiggere il male aveva commosso l’Inghilterra e il mondo del calcio. In tanti si erano stretti intorno a lui per sostenerlo, uno in particolare: il suo idolo.
Il suo giocatore preferito, da grande tifoso del Sunderland, era Jermaine Defoe che dopo avergli fatto visita in ospedale era diventato il suo migliore amico.
E dopo la comunicazione dei medici dell’impossibilità di una guarigione, l’amicizia era diventata ancora più grande. Defoe passava spesso a salutarlo e lo aveva anche voluto con sé per l’ingresso in campo a Wembley prima di Inghilterra-Lituania.
L’immagine di Bradley abbracciato al suo amico Defoe rappresenta forse una delle migliori emozioni regalate dal calcio negli ultimi anni.
Una grande amicizia più forte di tutto..