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L’errore più grave che uno scrittore possa fare è presumere che l’epoca del godimento estetico sia finita e che gli artisti possano permettersi di annoiare il pubblico in nome di uno scopo superiore. Non esiste un paradiso che ripaghi i lettori annoiati. Nell’arte, come nel sesso, l’atto e il godimento vanno di pari passo. Se nella letteratura c’è una redenzione, deve essere immanente. Al contrario della politica, l’arte non prospera grazie alle promesse. Può magari pagare poco, ma lo fa in contanti. Se non ti colpisce subito, non lo farà mai