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C’era un tempo in cui una chat era un posto dove si entrava per parlare, ridere, conoscere persone. Oggi, in certi canali, sembra di varcare il cancello di una piccola corte reale.

Il founder non è più chi ha creato un canale, ma viene percepito come un sovrano assoluto. I moderatori diventano nobili di corte, investiti di un’autorità che, fuori da quelle quattro righe di IRC, svanisce nel nulla. Eppure, all’interno di quel piccolo regno virtuale, ogni decisione assume i toni di un decreto imperiale.

Poi c’è il bot. Uno strumento nato per automatizzare alcune funzioni diventa quasi una reliquia sacra. Si celebrano uptime, comandi, statistiche, livelli, classifiche… come se il valore di una comunità dipendesse dalla quantità di script caricati anziché dalle persone che la abitano. A volte sembra che il protagonista del canale non sia più l’essere umano, ma una finestra di testo che risponde ai comandi.

L’amicizia, che dovrebbe nascere spontanea, lascia il posto a rapporti condizionati dalla gerarchia. Si ride con chi è gradito alla corte, si evita chi rischia di dispiacere ai piani alti. I favoriti diventano intoccabili, gli altri imparano presto che esiste un’etichetta non scritta: parlare sì, ma senza disturbare gli equilibri del palazzo.

Il risultato è una sorta di monarchia digitale. Da una parte il re, dall’altra i nobili di corte, poi i cavalieri fedelissimi e infine i sudditi, costretti più ad adattarsi che a esprimersi. Non conta tanto quello che dici, ma chi sei agli occhi del potere. E così la chat smette di essere una piazza e diventa un castello.

La cosa più curiosa è che tutto questo potere esiste soltanto entro i confini di quel canale. Basta chiudere il client IRC e il regno scompare. Le corone tornano a essere semplici simboli davanti a un nickname, gli ordini cessano di avere effetto e la vita reale continua come se nulla fosse.

Forse il vero prestigio di una comunità non si misura da quanti ban vengono distribuiti, da quanti privilegi possiedono i moderatori o da quanto sofisticato sia il bot. Si misura dalla libertà con cui le persone possono parlare senza sentirsi sudditi, dalla capacità di accogliere opinioni diverse e dalla spontaneità delle relazioni.

Perché una chat che ha bisogno di sembrare un esercito per funzionare ha già dimenticato il motivo per cui era nata: mettere le persone allo stesso livello, non dividerle in caste.

edited by Cr_ystal

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