«L’amore maturo dice: ho bisogno di te perché ti amo». Questa frase di Umberto Galimberti racchiude in poche parole la differenza tra un legame basato sulla libertà e uno vissuto come possesso.
Troppo spesso, nel parlare di relazioni, si usano aggettivi possessivi: “mia moglie”, “mio marito”. In realtà l’altra persona resta sempre distinta da noi, non è una proprietà da reclamare. Anche il matrimonio dovrebbe partire da questo presupposto: Lui o Lei è un individuo, non una nostra estensione.
L’amore non si misura con la quantità di attenzione che riceviamo o pretendiamo, ma con la capacità di arricchire e ampliare la vita di entrambi. Importante è vivere sapendo che qualcuno ci ama: Freud lo aveva già spiegato, senza la consapevolezza di essere amati rischiamo di spegnerci dentro.
Galimberti sottolinea qualcosa che spesso si dimentica: l’amore si nutre di gratuità, non di do ut des. Sino a quando la società vede la generosità come un difetto o un’ingenuità, non si crea lo spazio per un amore autentico.
Vivere l’amore come una pretesa di possesso è l’opposto di ciò che davvero significa amare. Ed è proprio nella consapevolezza della libertà dell’altro che può nascere un legame profondo.
Umberto Galimberti