Una contadina delle Langhe, che durante un rastrellamento aveva lasciato che i partigiani nascondessero le armi sotto la paglia nella sua stalla, vede arrivare i tedeschi, e nel momento in cui si affacciano alla porta si accuccia a urinare proprio in quel punto dello strame ‒ e li scaccia protestando rabbiosamente.
Si salva così, e salva i partigiani, una donna anziana, inerme, sola, che sa che i tedeschi usano trafiggere coi forconi le balle di fieno e la paglia per scovare persone e armi, sa che le chiederanno notizie sulla banda, e in una frazione di secondo decide di giocare il doppio tabù del suo corpo anziano parzialmente nudo, e del fiotto di urina emesso davanti a occhi maschili. Genio, cos’altro? […] anche oggi qualcuno li fa rientrare nell’economia della sopravvivenza, la tradizionale pratica di chi si trova in condizioni di vulnerabilità e deve attrezzarsi a interpretare l’altro. E con questo? È lucidità nel vedere l’ordine maschile com’è, pieno di punti ciechi e di paura del corpo sessuato. È un attacco a alcune connessioni basilari, donna = sprovvedutezza, corpo = vergogna, e l’espressione di una infinita lontananza dal registro eroico-esibitivo che altre hanno condiviso. La politica comincia così.
Tratto da : Filosofia dei mezzi. Per una nuova politica dei corpi di Elettra Stimilli